PECKINPAH
www.myspace.com/badfolkpeckinpah

INTRODUCE PECKINPAH
Peckinpah e' l'alter ego di Lorenzo Bettazzi,
gia' bassista con la decennale rock band Zenerswoon,
che per questo suo progetto solista si e' ribattezzato con il nome del grande regista americano Sam Peckinpah, dal quale
ha ereditato un'idea di modello umano non troppo incoraggiante e
una certa attitudine loner nei confronti della realta'.
Entrambe caratteristiche che senza dubbio impregnano
la musica e i testi delle sue composizioni.
Tutto nasce nel 2005 da un intimo bisogno di star fuori dal coro delle tendenze musicali e discografiche, partendo dalle atmosfere minimaliste di un suono acustico rarefatto e a tratti crepuscolare; ma e' bene ricordare che proprio nel rispetto di questo suo allontanamento da tutto,
in origine Peckinpah si concepiva esclusivamente in un'ottica di sfogo sonoro personalizzato: non era prevista nessuna registrazione del materiale allora esistente e si concedeva soltanto un esiguo numero di esibizioni live solitarie e sporadiche, che interpretava a suo modo
piu' come sedute auto-terapeutiche piuttosto che concerti.
Alle prime apparizioni di Peckinpah nella sua citta', Firenze,
ha poi pero' fatto seguito una lenta ma sempre crescente attivita' dal vivo,
sia in serate a proprio nome che in apertura ad altri performers
(tra cui vogliamo ricordare almeno il pre-concerto di Shannon Wright al TeatroStudio di Scandicci nel settembre del 2007),
che lo ha portato ad esibirsi sui numerosi palchi della Toscana e in trasferte comprese tra Milano e la Puglia, con performances a meta' tra il rigoroso preparativo e l'improvvisazione sprovveduta del momento,
su cui Peckinpah costruisce il proprio percorso umano e musicale.
Il suo primo disco, "OnTheSpurOfTheMoment", rappresenta
la naturale evoluzione e concretizzazione di tutto il progetto.
Registrato da Sonic Saboteur al Bunkerhaus Studio di Firenze,
scritto arrangiato e imperfettamente suonato da Peckinpah stesso,
rispecchia fedelmente, nei contenuti e nelle dinamiche strumentali,
il suo tipico approccio autobiografico e intimista alla musica.
Proprio come si addice a chi si mantiene, per scelta o per forza,
sul margine delle cose e delle persone.
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